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Perché leghista fa rima con fascista? (II parte)

Perché leghista fa rima con fascista? (II parte)

aprile 27th, 2009

Continuo la storiella citando un bellissimo sito (tutto verde) dei giovani padani… un qualcosa tipo giovani_padani_decerebrati.org, ricco di bandierine (le bandiere degli stati padani), e buoni propositi.
Giocano a riscrivere la storia (eh sì, devono cambiare la storia altrimenti non possono giustificare le loro vagonate di cazzate).
Dal sito cito testualmente :”entrerai a far parte di un gruppo che conta ragazzi e ragazze, giovani come te. Sarai contattato dal coordinatore della tua provincia e sarai invitato a incontri, cene, eventi sportivi, feste, concerti, incontri culturali, dibattiti politici…”
Io avrei paura quando mi si dice “sarai invitato a incontri, cene…”
sì, e poi? E poi avrai sconti quando vai a puttane leghiste, un pc portatile in regalo e in più signori e signore, dico proprio a voi, anche un servizio di piatti e bicchieri…

La cosa poteva mai limitarsi a questo? ehm no… no… non c’è fine al verde!
Hanno articoli firmati dall’illustrissimo DON GIANNI BAGET BOZZO che solo a scrivere il suo nome mi vien da ridere. Questi articoli, attenzione, sono sotto la directory: ARTICOLI CULTURALI come la dichiarazione di indipendenza del 1776. Ma quale? Quella degli Stati Uniti d’America… a voi le conclusioni.

Mischiano la storia USA con il fascismo, mischiano Giuseppe Verdi con “Va’ pensiero” e le cornamuse di Hevia, la musica celtica con la lirica Italiana (fenomeno musicale nato in tutto e per tutto in Italia) che imbarazzo.

La cosa più imbarazzante è appunto l’inno, il famoso “Va’ pensiero” e il senso che loro hanno attribuito ad esso, una scelta MOLTO singolare se si considera che questo coro di esuli ebrei era stato uno dei simboli musicali più importanti del Risorgimento italiano

verdinabuccoscala
Va, pensiero, sull’ali dorate;

Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli
L’aure dolci del suolo natal!

Del Giordano le rive saluta,

Di Sionne le torri atterrate…
Oh mia patria si bella e perduta!
O membranza sì cara e fatal!

Arpa d’or dei fatidici vati,

Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,
Ci favella del tempo che fu!

O simile di Solima ai fati

Traggi un suono di crudo lamento,
O t’ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!



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