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Muti al Plebiscito!

Muti al Plebiscito!

maggio 2nd, 2009

In Italia è vietato pensarla diversamente, non si può più urlare “buffone” o “pagliaccio” perché una qualsiasi contestazione è vista come figlia del comunismo oppure come berluscon-fobia.

Real teatro di San Carlo, Napoli. 1° maggio 2009.
“eravamo in mondo visione, perfino a Tokio hanno visto il concerto, tranne in Italia! Non sto facendo un comizio ma parlo da napoletano, nato a via Cavallerizza a Chiaia, a tutti i napoletani” così termina il meraviglioso concerto diretto da Riccardo Muti nel regio teatro partenopeo.
Ebbene sì. Il concerto non è stato trasmesso dalla RAI.
Ogni anno la Berliner Philharmoniker organizza un concerto europeo per la festa dei lavoratori, quest’anno toccava a Napoli, all’Italia tutta. Muti ha preteso il bel teatro napoletano come cornice alla sua direzione.

Stiamo parlando del DIRETTORE Riccardo Muti di fama mondiale, osannato da New York a Parigi, da Tokio a Madrid.06_muti_lg
e la RAI? La televisione di STATO, pubblica e super partes, la televisione del canone, la Tv che trasmette reality e talent show, dov’era?

Il maxischermo installato a piazza del Plebiscito mostrava uno speaker tedesco che spiegava alla TV tedesca il meraviglioso concerto; con tanto di pubblicità alla città nella pausa teatrale (sempre in tedesco chiaramente).

A questo punto avrei qualche domanda da fare.

Perché non è stato trasmesso in Italia?
Perché il premier ha fatto la comparsa nel palco reale del San Carlo con Bondi e contemporaneamente la RAI ha preso le distanze dallo spettacolo?
Perché le contestazioni, seppur minime, sono considerate rosse? criminoshe?
Perché i mezzi d’informazione non hanno parlato del concerto?

E allora mi vien da gridare RIDI PAGLIACCIO al premier signore e re d’Italia. Eh sì!
Mi sembra alquanto “burlesque” il suo modo di fare, la mattinata a Napoli in teatro e il pomeriggio in Abruzzo per far sentire la sua onni-presenza.
Quando Muti ha preso parola e ha commentato l’assenza della TV di stato, il premier nel suo palco reale (in senso stretto e in senso figurato) ha avuto raggelato il suo smagliante sorriso. I suoi 100 denti sono stati messi in evidenza per alcuni tetri secondi.

Nel bel palchetto, alla destra del Padre v’era Bondi e alla sinistra (nel senso di sinistro) il signore e governatore della regione Campania, il fido Bassolino.
Il quadretto trasversale è possibile in NOME DELLA CULTURA, eh sì! Perché la tanto autocitata cultura è trasversale, non ha colore politico; o meglio non ha colore quando i signori si vedono quasi di nascosto, senza quella noiosa e assordante INFORMAZIONE.

Bisogna però far chiarezza. Come ha osato Muti Riccardo profanare con quelle parole “tranne l’Italia” il quadretto? I sudditi non dovrebbero avere il diritto di parola.

Il ragionamento è questo:
MUTI SEI UN POLITICO? NO! e allora stai zitto!
Hai imparato a “suonare” e allora “suona”!
Anche Muti sa che Lully era al servizio di re Luigi e che Bach era al servizio del re di Prussia, ma loro non blateravano, non avevano velleità pseudo-politiche (o forse sì).

Per quanto riguarda la non decisione RAI il mistero si fa più fitto. E’ difficile giustificare il fatto che buona parte dell’Europa e alcune nazioni extra europee hanno comprato i diritti per la diretta dal San Carlo e l’Italia no.
A questo punto mi vien da pensare che o sono tutti comunisti (cosa molto probabile), oppure in fatto di gusto siamo semplicemente diversi.
Non credo possa bastare a noi ITALIANI il fatto che Muti sia considerato uno dei più importanti direttori d’orchestra al mondo. Non credo proprio. Inoltre non ha mai espresso in modo chiaro e netto, il Riccardo, un apprezzamento al signore e padrone premier Berlusconi. E questo di certo non aiuta.



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