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I poeti dimenticati… “Sandro Bondi”

I poeti dimenticati… “Sandro Bondi”

maggio 7th, 2009

bondi_20Sandro Bondi è sicuramente il nostro cicisbeo preferito, egli non perde mai occasione di scrivere versi sublimi. Una rubrica su Vanity Fair, “versi diversi” (io aggiungerei troppo diversi), accoglie mestamente le sue opere, lasciando ai lettori la possibilità di leggere magnifici componimenti.
Un uomo sensibile, di umile aspetto, un uomo sicuramente esacerbato nell’animo.
Dal suo travaglio interiore come fiori sbocciano parole profumate, gentili, oneste.

A Giuliano

Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza

Questo breve componimento è dedicato al signor Giuliano Ferraragiuliano-ferrara2. Proviamo ad analizzarlo insieme.

Qui il Bondi frena tutto il suo ardore con pochissime parole ANTRO, FIUME, ANCORA; in particolare queste tre parole vogliono indicare la grandezza (forse fisica?) di Giuliano.

Un “Antro d’amore”, un Giuliano che sembra un antro contenente amore. Ora immaginate Giuliano Ferrara e poi immaginate l’entrata per arrivare al suo interno.
Il poeta però non indica quest’uomo semplicemente come un antro, eh no, il secondo verso (formato sempre da due parole che possono dare la FALSA impressione di essere state posizionate a caso) lo descrive come un “Rombo di luce”. Ora fermiamoci. Giuliano Ferrara e il Rombo di luce.

Qui è chiaro che il Bondi sta parlando del rombo come figura geometrica. Giuliano a forma di rombo, la sua larghezza supera di gran lunga la sua altezza (due diagonali mai uguali… mai!)
Ed è in questo verso che il nostro Sandro Bondi può essere paragonato all’arguzia di un epigramma di Marziale, quest’ironia sottile, questo modo scherzoso ma mai volgare di descrivere un uomo.

Arriviamo al sublime terzo verso “Parole del sottosuolo” ovvero parole dette sottovoce, dette pacatamente. Tutti conosciamo il carattere gentile e bonario di Giuliano Ferrara, il suo argomentare pacato e intelligente, quindi non ci meravigliamo delle sue parole gridate appena e difficili forse da interpretare perché del sottosuolo.
Ora ci avviamo verso la bellissima conclusione, il verso che ci accompagna è l’enigmatico “Fiume di lava”, molti critici si dividono in proposito. C’è chi pensa ad un anagramma di FIUME DI LAVA che diventerebbe FUMAI DA LEI V., nel senso che forse il Bondi fumò qualche sostanza supefacente da una lei (V.? Veronica Lario?), ma è solo un’ipotesi.
Altri sostengono invece che il “Fiume di lava” sia il pericolo dal quale un “Ancora di salvezza”, come Giuliano Ferrara, può farci uscire. D’altronde alcuni geologi sostengono che Giuliano Ferrara non dovrebbe liquefarsi se non a temperature raggiunte solo nel cuore delle stelle.

AGGIUNGEREI QUALCHE PAROLA:

Cinquanta poeti sono una cosa meravigliosa.
Cinquecento ha quasi del fantastico.
Cinquantamila è un’inflazione!

LUIS BUNUEL 1977



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