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I poeti dimenticati… “Sandro Bondi” (parte seconda)

I poeti dimenticati… “Sandro Bondi” (parte seconda)

maggio 18th, 2009

bondi_sandro2Vorrei ancora una volta parlare del nostro poeta preferito, del poeta ministro, del poeta uomo di fede. Dalla sua antologia vorrei oggi estrapolare un’altra lirica.
Questa poesia, dedicata alla signora Veronica Lario in Berlusconi, fa parte di un trittico molto interessante. Il trittico interessa la “sacra famiglia”: Berlusconi, la moglie(?) e la madre.

A Veronica Lario in Berlusconi

Bellezza del soccorso
sensuale ironia
vigore dell’amore
intrepida solitudine

veronicalario1
Il Bondi è dunque, più di chiunque altro, l’uomo che ha meritato il ministero della cultura. Alcune indiscrezioni (di stampo comunista) però farebbero ipotizzare una lunga lotta tra il poeta (maledetto) ed il cantante Apicella, che di cultura ne mastica quanto il primo.
Eh sì! Il cantante Apicella è uno degli uomini che maggiormente ha influenzato il re uomo e padrone d’Italia: i duetti, la ricerca filologica della lingua napoletana, le soavi e mai pacchiane feste di stampo culturale in sardegna.
A niente sono valsi gli sforzi del menestrello in quanto di fronte a tanta poesia (quella del Bondi appunto) c’era poco o nulla da fare.
L’argomento trattato è molto delicato pare infatti che l’autore abbia già preso le distanze da questa lirica, egli infatti ha affermato di non averla mai scritta.
Ha continuato dicendo che si tratterebbe di un falso scritto ad hoc da qualche criminosho di turno.

Bando ai pettegolezzi, cerchiamo di analizzarla.

il primo struggente verso “bellezza del soccorso” ricorda sicuramente il ruolo della madonna nei confronti del Figlio (la Madonna del Soccorso appunto), una Veronica quindi che aiuta il figlio (in questo caso figlio del popolo) nel momento della pubblica crocifissione (ancora non avvenuta).
Il secondo verso “sensuale ironia” come ha riferito in un’intervista l’autore stesso non deve essere preso alla lettera, nel senso che nemmeno Bondi sa cosa possa significare, forse un verso extra-umano, chissà.
Il terzo e quarto verso sono strettamente correlati “vigore dell’amore/intrepida solitudine” ma come abbiamo anticipato l’autore ha preso le distanze, infatti non si spiegano questo vigoroso amore e questa solitudine accettata con difficoltà.

Passiamo poi ad un’analisi lessicale,
La poetica Bondiana è ricca di aggettivi e nomi, o meglio è formata solo da questi. Non troviamo infatti verbi, avverbi, pronomi, articoli visti come inutili orpelli intellettualoidi. Il discorso poetico deve essere semplice molto vicino a quello di un bambino. I critici infatti aspettano l’ultima evoluzione del poeta in una serie di balbettii del tipo unghuè, pucci pucci, cacca, pupù in un vortice semantico che porterà sicuramente ad una poetica fatta di sole lettere dell’alfabeto.

passiamo infine ad un’analisi sociale,
Per anni la poetica bondiana è stata occultata da quel vergognoso drappo rosso che tanto piace al popolo dei criminoshi.
Il Bondi è stato infatti solo patrimonio di piccole élite culturali e circoli chiusi ma ritrovata la giusta Libertà, egli può aumentare il già ricco patrimonio culturale che il bel paese vanta.




One Response to “I poeti dimenticati… “Sandro Bondi” (parte seconda)”

  1. federica Says:

    “[...]Ed ecco da settentrione avanzare un Uragano[...]“; l’uragano che fa delle celeberrime parole “come d’autunno gli alberi le foglie” carta straccia….anzi no….clorofilla secca…l’uragano Bondi si appresta,cosi’,ad essere il nuovo poeta ermetico,ma talmente ermetico che diventa AFASICO.

    :twisted:

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